Fuori pista

Ho iniziato un nuovo lavoro.

Sono solo una stagista ovviamente, ma tant’è.

C’è aria fresca frizzante nelle mie giornate. C’è nuovo inizio. C’è spazio.

Mi sento in cammino. E per la prima volta nella mia vita non ho necessità di un sentiero.

Io sento (credo) di essere entrata in un movimento, sento di essermi aperta al succedere. Non sempre. Non del tutto. Ma un po’ più di prima, questo sì.

È come se stessi prendendo posto dentro la mia persona. Come se iniziassi a stare comoda nel mio essere, per quanto ansiosa, incasinata, dubbiosa.

Come se fossi davvero per la prima volta dentro di me e non mi stessi guardando da fuori cercando di dirigere i miei passi come se avessi tra le mani la marionetta di me stessa. È come se ora guardassi attraverso i miei occhi, sentissi attraverso le mie orecchie, toccassi con le mie mani.
Per la prima volta.

Non parlo ancora con la mia bocca. Non riesco a dire. Pochissimo riesco a scrivere, articolare.
È che non so cosa pensare.

Sono in ascolto. Forse dopo potrò dare una forma alle cose.

nuovo spazio movimento essere ansia dubbi sentire futuro presente ascolto aspettare cammino pensare

iosonorockmaballoiltango:

“Non devi mettere troppa vita nella vita. Sei una trave sottile, non possono venire a ballare tutti nella tua testa. Lascia che molte cose non accadano, rinuncia, astieniti sii grato a chi non ti pensa, a chi non ti chiede nulla. La vita non è un budello da riempire, e la sua bellezza non è neppure conservarla, restaurarla. Dunque da ora, senza altri indugi, non avere più nessuna impazienza: tutto quello che accade ha una ragione, tu sogna, dimentica, fiorisci, piangi, fai le tue cose ma non farle per te, farle per il mondo che è vivo assieme a te, pensa al cielo, alla terra, all'aria, non staccarti mai dalla natura: il frutto staccato dall'albero diventa cieco.”

Franco Arminio, Poesia del sette novembre

“Ciò che deve accadere accade”

(via myborderland)

(via jepeuxmarcher)

bradipo:

“Tu sei in guerra con te stesso, con il te stesso intellettuale. E io dico: lascia perdere il te stesso intellettuale, il sapiente, il filosofo. Goditi la vita. Inebriati. Descrivila. Non commentarla. Non metterla in cornice.”

— Anaïs Nin, da una lettera a Henry Miller (via egocentricacomeigatti)

(via jepeuxmarcher)

caducita:

“Pensando a questo mi vergogno di aver sforzato con parole e pianti i cuori calmi di chi mi stava intorno. Ora capisco che è una presunzione con abitanti di climi temperati parlare di ghiacciai e amazzonie.”

— Patrizia Cavalli

(via jepeuxmarcher)

myborderland:
“Vivian maier, New York, 1954. Vivian Maier/Maloof Collection, Courtesy Howard Greenberg Gallery, New York
”

myborderland:

Vivian maier, New York, 1954. Vivian Maier/Maloof Collection, Courtesy Howard Greenberg Gallery, New York

giuliavaldi:

Hai bisogno di te

hai bisogno di questo tempo

in cui non si cucina

e non si prega

Si sta.

Soli e improvvisati

abbandonati e senza senso

si sta, frastornati

e vuoti. Si sta.

E l’indomabile fiducia

accucciata fuori dalla porta

come un cane folle

di devozione

dorme sonni

che contengono alba.

Chandra Livia Candiani

(via therefore-farewell)

amespeciale:

image

Che giorno siamo noi?

Noi siamo tutti i giorni amica mia

Noi siamo tutta la vita amore mio

Noi ci amiamo noi viviamo

Noi viviamo noi ci amiamo

E non sappiamo cosa sia la vita

E noi non sappiamo cosa sia il giorno

E non sappiamo cosa sia l’amore.


Jacques Prévert


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